Bonus affitto: ecco cosa prevede il Decreto Rilancio

12.06.2020
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Nel Decreto Rilancio sono previste misure di sostegno al pagamento dell’affitto per immobili con destinazione diversa da quella abitativa. Il bonus è quindi rivolto a negozi e imprese e ha come obiettivo quello di sostenere le attività maggiormente colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e a chi spetta il Bonus affitto.

Bonus Affitto con credito di imposta

Il Bonus affitto consiste in un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione previsto. L’agevolazione è relativa ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020. Gli immobili per i quali si può richiedere sono quelli non abitativi destinati all’esercizio dell’attività di impresa: sono quindi ricompresi i settori dell’industria e del commercio, l’artigianato, l’agricoltura, il turismo e anche il lavoro autonomo. L’Agenzia delle Entrate, nel vademecum realizzato sul Decreto Rilancio, in relazione al Bonus affitto precisa che tra i destinatari sono ricompresi anche gli enti del terzo settore e “gli enti religiosi civilmente riconosciuti per gli immobili non abitativi destinati all’attività istituzionale”.

Bonus Affitto: requisiti di accesso

Per accedere al Bonus affitto imprese e lavoratori autonomi devono rispettare due requisiti fondamentali:

  • nell’anno 2019 non devono aver percepito ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro: questo limite non si applica tuttavia alle imprese alberghiere
  • nel mese o nei mesi per i quali richiedono il bonus devono aver subito una diminuzione del fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente

Utilizzo del bonus affitto

Il credito di imposta è utilizzabile solo dopo il regolare pagamento dei relativi canoni di affitto, nella dichiarazione dei redditi 2021 oppure in compensazione nel modello F24. Il bonus non concorre alla formazione del reddito ai fini dell’imposizione fiscale, né può essere attribuito al calcolo del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive. La norma prevede che, in alternativa all’utilizzo diretto, sia possibile optare per la cessione del credito al locatore o ad altri soggetti, comprese le banche e altri intermediari fiscali.

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