Guida rapida alle detrazioni fiscali sugli interessi passivi dei mutui

16.08.2020
-

Nel valutare se accendere un mutuo per l’acquisto di un immobile va tenuto in considerazione che, tra i vantaggi che si avranno ci sarà molto probabilmente anche una più o meno significativa riduzione delle tasse pagate. In particolare la normativa prevede la possibilità di detrarre gli interessi passivi del mutuo dall’imposizione fiscale, ma cosa significa questo di preciso? Cos’è una detrazione fiscale? E in quali casi e con quali modalità si ottiene in riferimento alla titolarità di un mutuo? Ecco una breve guida relativa a tutti gli aspetti più importanti da tenere in considerazione sull’argomento.

Detrazione fiscale: cos’è?

La detrazione fiscale è uno sconto che viene applicato su un’imposta. Si calcola prima determinando l’esatto ammontare dell’imposta dovuta – denominata imposta lorda – e poi sottraendole l’importo della detrazione a cui si ha diritto e ottenendo così la cosiddetta imposta netta che corrisponde alla reale somma da pagare.

La detrazione si distingue dalla deduzione perché quest’ultima consiste in una riduzione della base imponibile: comporta quindi che l’imposta si calcoli su un ammontare minore rispetto a quello reale. La detrazione degli interessi passivi di un mutuo ha effetto in particolare sull’IRPEF, l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, che è la tassa più importante del sistema tributario italiano.

Detrazione mutuo: condizioni di accesso

Per poter portare in detrazione le spese relative al proprio mutuo – e in particolare quelle relative agli interessi passivi – è necessario innanzitutto che si tratti di un mutuo ipotecario acceso per l’acquisto dell’abitazione principale. La detrazione è valida anche se la casa risulta come abitazione principale non del titolare, ma dei suoi familiari più stretti: coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado. Il mutuo deve essere stipulato nei 12 mesi precedenti o successivi l’acquisto dell’immobile.

Detrazione interessi mutuo: importi e limiti

La detrazione è fissata al 19% delle spese sostenute fino a un tetto massimo di spesa di 4.000 euro: la riduzione massima applicabile è quindi di 760 euro all’anno. Se il mutuo è cointestato ciascun intestatario può detrarre gli interessi proporzionalmente rispetto alla propria quota di mutuo e quindi di interessi. Nel caso invece di due intestatari – è di solito il caso dei coniugi – dei quali uno sia fiscalmente a carico dell’altro, allora quest’ultimo può godere della detrazione per entrambe le quote degli interessi passivi, sempre con un tetto massimo di 4.000 euro.

La detrazione al 19% spetta anche nel caso di mutuo per nuova costruzione o ristrutturazione, ma in questo caso il tetto massimo di spesa detraibile annualmente è di 2.582,28 euro. Gli interventi relativi devono essere soggetti a concessione edilizia, i lavori devono iniziare nei sei mesi precedenti o nei diciotto mesi successivi alla data di stipula del contratto di mutuo e l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori stessi.

Altre spese detraibili

In riferimento a un mutuo su abitazione principale, oltre agli interessi passivi, sono detraibili, se presenti, anche i cosiddetti oneri accessori dei quali fanno parte:

  • i costi di preammortamento
  • gli oneri fiscali, in particolare l’imposta sostitutiva e l’imposta di iscrizione e/o cancellazione dell’ipoteca
  • le spese di istruttoria
  • le spese di perizia
  • le spese notarili inerenti il contratto di mutuo (non quello di compravendita)
  • i costi relativi a commissioni e mediazione finanziaria
  • quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione
  • per i mutui contratti in valuta estera, le eventuali perdite sui cambi

Contattaci

{{BCD.lang.thisFieldIsRequired}}
{{BCD.lang.thisIsRequiredAndEmailValid}}
{{BCD.lang.thisFieldIsRequired}}
Acconsento al trattamento dei dati personali

Cerca sulla mappa

Cerca sulla mappa

Torna all'inizio
X