Le novità del 2021 per gli affitti brevi

03.11.2021
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Gli affitti brevi sono una soluzione decisiva per il mercato delle seconde case: permettono, infatti, ai proprietari di più abitazioni di riuscire a contenere il costo delle tasse sugli immobili e consentono la manutenzione nel tempo di una casa che resterebbe, altrimenti, poco vissuta. Vediamo in cosa consiste il regime fiscale della cedolare secca per gli affitti brevi e quali sono le novità del 2021.

Il contratto di affitto

Il contratto di affitto deve essere sempre redatto in forma scritta e deve contenere i dati dell’immobile, degli inquilini e del proprietario. È necessario indicare le condizioni contrattuali, canone, diritti e doveri delle parti, eventuale caparra o cauzione versata e le spese incluse o non incluse nel contratto, come utenze, luce, gas, condominio o pulizie. La forma scritta è obbligatoria, pena l’annullamento del contratto. Per i contratti di affitto breve, che hanno cioè una durata inferiore ai 30 giorni, non è necessaria la registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate.

Cedolare secca per affitti brevi

Il decreto legge 50/2017 introduce la cedolare secca (denominata anche tassa piatta) con aliquota del 21% per i contratti di affitto breve, stipulati sia da persone fisiche che da intermediari, come agenzie o portali online. In caso di intermediari, è compito di questi ultimi versare una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni versati. La tassazione si abbassa ulteriormente, riducendo l’aliquota al 10%, per i contratti d’affitto a canone concordato.

Le novità introdotte nella Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio applica il regime di tassazione agevolato sugli affitti brevi, restringendolo sulla base di parametri chiari con l’obiettivo di tutelare i consumatori e nel rispetto della concorrenza. Limita, infatti, in maniera definita quando è possibile l’applicazione della cedolare secca del 21%, stabilendo nettamente il confine con l’attività di locazione svolta in forma imprenditoriale. Le novità coinvolgono sia le persone fisiche che gli intermediari. A partire dal 1° gennaio 2021, il regime fiscale delle locazioni brevi si applica esclusivamente per un numero massimo di quattro immobili per periodo d’imposta. Numero oltre il quale è obbligatoria la partita IVA.

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