Smart working in casa: come organizzarsi al meglio

29.06.2020
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L’emergenza sanitaria ha fortemente amplificato il ricorso a quello che viene definito smart working, anche se forse sarebbe più corretto parlare di telelavoro. In ogni caso da un giorno all’altro molti di noi si sono trovati a dover lavorare da casa, senza grande preavviso e senza un’organizzazione accurata di tempi, modi e spazi. Questa modalità di lavoro può portare numerosi vantaggi, ma può anche rivelarsi particolarmente complessa. A fare la differenza sono, anche e soprattutto, proprio gli spazi pertanto, dopo aver dato alcuni consigli su come arredare il proprio ufficio in casa, in questo articolo elenchiamo alcune dritte fondamentali per organizzare uno spazio di lavoro all’interno di un’abitazione, nel caso in cui non sia possibile avere una stanza da adibire ad ufficio.

Smart Working: individuare uno spazio

Non sarà un’intera stanza, ma comunque un posto della casa da dedicare al lavoro è necessario trovarlo. Che sia un angolo del salotto o una porzione della camera da letto, è bene scegliere uno spazio da attrezzare per ospitare la nostra postazione lavorativa. L’alternativa di vagabondare per la casa col portatile in mano cercando di volta in volta qualche metro quadro disponibile non può essere una soluzione, almeno non a lungo termine e per una tipologia di lavoro continuativa e costante.

Arredamento per lo smart working

Una volta individuato il nostro posto di lavoro smart dovremo sistemarlo affinché possa accoglierci al meglio. Fondamentale sarà quindi mettere una scrivania o se è già presente un piano d’appoggio sarà bene attrezzare lo spazio al meglio con accessori adeguati: una cassettiera per riporre documenti e materiali di lavoro, portapenne, stampante, organizer e un cestino per cartacce e altri rifiuti che produrremo mentre stiamo lavorando.

Smart working: la giusta luce

La luce è fondamentale per lavorare al meglio pertanto la nostra postazione dovrà essere più possibile vicino a una finestra per poter raccogliere quella naturale che è sempre preferibile. La scrivania va comunque munita anche di un’adeguata illuminazione artificiale, per mezzo di una lampada da appoggio o da terra. L’importante è che sia la direzione che l’intensità della luce siano presenti o regolate in modo da consentire una visione adeguata e nitida, senza che sia necessario un eccessivo sforzo dell’apparato visivo. Da rendere ottimali sono anche le altre condizioni ambientali, ad esempio la temperatura (intorno ai 18 gradi e comunque non troppo bassa né troppo alta) e i rumori (il luogo dovrebbe essere più silenzioso possibile). La postazione dovrebbe essere sempre ordinata e pulita e lontana da oggetti ed elementi che possano distrarre dall’attività che si sta svolgendo, in particolare elettrodomestici e accessori di uso domestico. Da evitare sono i luoghi umidi oppure sprovvisti di finestre e quindi difficili non solo da illuminare, ma anche da arieggiare.

Sedute per lo smart working 

Molto importante è infine la posizione tenuta mentre stiamo lavorando. È bene quindi procurarsi una sedia da ufficio ergonomica, per evitare fastidiosi mal di schiena o torcicollo. Lo schermo del computer inoltre deve trovarsi a una distanza compresa tra i 50 e gli 80 centimetri dagli occhi. Fondamentale è anche mantenere una postura corretta: tra le cosce e il busto deve crearsi un angolo di 90 gradi e anche le ginocchia devono essere tenute ad angolo retto.

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