Il contratto di affitto transitorio: normativa e caratteristiche

14.12.2019
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Il contratto transitorio è un tipo di contratto di affitto che, come è facilmente desumibile dal nome, ha durata più breve rispetto ai normali accordi di locazione. Questo contratto va infatti a soddisfare un’esigenza abitativa appunto transitoria dell’inquilino, esigenza che deve essere indicata nell’atto. Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche e cosa prevede la normativa relativa al contratto di affitto transitorio.

Durata e rinnovo del contratto di affitto transitorio

La durata del contratto di affitto transitorio è fissata in un massimo di 18 mesi. L’obbligo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate scatta tuttavia solo per contratti di durata superiore ai 30 giorni e la registrazione deve essere effettuata obbligatoriamente entro 30 giorni dalla data di stipula o dalla sua decorrenza, se precedente. La durata deve essere stabilita in base alle necessità del locatario e l’esigenza abitativa di natura transitoria deve essere quindi esplicitamente dichiarata nel contratto e deve anche esserne indicata e documentata la motivazione. Tra le finalità ci può essere quella lavorativa, l’assistenza di un malato, la perdita temporanea o improvvisa della disponibilità della propria abitazione – ad esempio per ristrutturazione, calamità naturale o separazione coniugale – e lo studio – vedremo nel paragrafo sottostante le particolari caratteristiche del contratto transitorio per studenti – ma non è contemplata la finalità turistica che rientra in altre categorie di contratti di affitto. Questo accordo di locazione non prevede nessun tipo di rinnovo automatico pertanto non è soggetto all’obbligo di disdetta: alla scadenza fissata tra le parti e indicata nell’atto questo cesserà automaticamente. L’affittuario può tuttavia chiedere il rinnovo se l’esigenza transitoria viene prolungata: dovrà tuttavia indicare con apposita documentazione il perdurare di tale necessità.

Canone di locazione

I contratti di locazione transitoria sono generalmente a canone libero, pertanto l’importo mensile può essere appunto liberamente concordato tra le parti, tranne che in quei Comuni nei quali esistono appositi accordi territoriali che fissano dei valori minimi e massimi entro i quali muoversi. Per quando riguarda la tassazione, anche al contratto di locazione a uso transitorio può essere applicato il regime della cedolare secca. Per questo tipo di contratti è espressamente vietata la sublocazione mentre il locatore è obbligato a consegnare al locatario l’Attestazione di Prestazione Energetica. Un modello di contratto di locazione di natura transitoria può essere scaricato dal sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a questo link.

Contratto di affitto transitorio per studenti

Il contratto di locazione a uso transitorio per studenti ha come prima fondamentale particolarità quella di avere come locatari uno o più studenti universitari fuori sede e quindi può essere stipulato solo per immobili ubicati in Comuni sede di Università o in Comuni limitrofi. In questo caso la durata minima della locazione è fissata in 6 mesi mentre il periodo massimo resta di 18 mesi. Il contratto di affitto transitorio per studenti prevede inoltre il rinnovo automatico alla prima scadenza: se non intende prolungare l’accordo il conduttore dovrà quindi inviare al proprietario una comunicazione di disdetta almeno tre mesi prima della data della scadenza stessa. In questo caso il canone è vincolato ad accordi territoriali solitamente presenti nei Comuni sede di ateneo.

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