“Gli Immobili in Italia”: l’ultimo aggiornamento dell’Agenzia delle Entrate

24.02.2020
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Un quadro dettagliato e analitico su distribuzione geografica, valore e utilizzo degli immobili in Italia: questo è in estrema sintesi “Gli Immobili in Italia”, il rapporto pubblicato periodicamente dall’Agenzia delle Entrate e realizzato in collaborazione con il Dipartimento delle Finanze. L’ultimo aggiornamento è molto recente, pubblicato nel 2019, ma fa riferimento ai dati raccolti fino al 31 dicembre 2016: Gli immobili in Italia 2019 – Ricchezza, reddito e fiscalità immobiliare.

Lo stock immobiliare in Italia

In generale il numero di immobili posseduti da persone fisiche in Italia ammonta a 57.087.773 mentre gli immobili di persone non fisiche – enti, società, istituzioni – sono 7.323.276. L’analisi sullo stock immobiliare in Italia dell’Agenzia delle Entrate viene tuttavia eseguita tenendo in considerazione prevalentemente quanto riportato in dichiarazione dei redditi, pertanto valutazioni accurate possono essere effettuate esclusivamente in riferimento alle proprietà delle persone fisiche. L’analisi ha permesso quindi di stabilire che nel 2016, su oltre 57 milioni di unità immobiliari, le abitazioni principali sono poco più di 19,5 milioni mentre circa 13,3 milioni risultano le relative pertinenze: queste due categorie rappresentano, insieme, il 57,5% dello stock di proprietà delle persone fisiche. La restante parte è composta da immobili in affitto – più di 6 milioni, ossia circa il 10% del totale – e di unità immobiliari dichiarate a disposizione, ossia seconde case – in questo caso l’incidenza raggiunge l’11%. Sono inoltre circa 1,2 milioni – poco più del 2% – gli immobili concessi in uso gratuito. Più di 8 milioni di immobili – il 14% – sono quelli destinati ad altri utilizzi mentre gli immobili per i quali non è noto l’uso arrivano, nel 2016, a quasi 2,7 milioni, il 4,8% del totale.
Per quanto riguarda l’utilizzo delle sole abitazioni, la maggior parte di queste, ossia ben il 60,6%, viene destinata alla residenza delle famiglie proprietarie: quota che risulta stabile rispetto al 2015. Stabile rispetto all’anno precedente è anche la percentuale delle abitazioni concesse in locazione – si tratta del 10% del totale – mentre le seconde case sono più del 17% del totale. 900mila, ossia il 2,7%, sono le case concesse in uso gratuito a familiari. L’Agenzia delle Entrate ha incrociato questi dati con quelli relativi ai nuclei familiari rilevati dall’Istat nel 2016 e ne è emerso che il 75,2% delle famiglie italiane vive in abitazioni di proprietà.
Circa il 3,5% dello stock immobiliare italiano di proprietà di persone fisiche – quasi 1.6 milioni – è utilizzato come sede di negozi e botteghe, mentre solo 374mila unità immobiliari sono destinate a uffici e studi privati e 712mila sono destinati ad uso produttivo. In merito a questi ultimi dati è comunque opportuno sottolineare che la percentuale calcolata sugli immobili di proprietà di persone fisiche è meno indicativa, in quanto meno della metà delle unità appartenenti a questo gruppo è posseduta da questa categoria di soggetti.

Distribuzione geografica

Per quanto riguarda i dati territoriali vediamo che il numero di unità immobiliari totali – quindi di proprietà di persone fisiche e non fisiche – ammonta a 32 milioni al nord (50%), 12 milioni al centro (19%) e quasi 20 milioni al sud (31%). Un dato particolarmente interessante registrato è quello relativo alla percentuale di famiglie che detengono la proprietà dell’abitazione in cui risiedono, ipotizzando ovviamente che ad ogni abitazione principale corrisponda una famiglia: in riferimento a questo indicatore il Sud, con il 78,7%, continua a registrare una percentuale superiore alla media nazionale mentre il nord si attesta sul 74,1% e il centro sul 72,3%.

Il valore del patrimonio abitativo

Un altro importante approfondimento presente nel documento “Gli Immobili in Italia” è quello relativo all’analisi del valore del patrimonio abitativo. In generale l’Agenzia delle Entrate ha stimato che questo valore, per quanto riguarda immobili di proprietà di persone fisiche e di soggetti non persone fisiche, ammonta complessivamente a 6.004,4 miliardi nel 2016, con un leggero calo rispetto ai 6.096,9 miliardi di euro del 2015.

Il valore del patrimonio abitativo si concentra soprattutto tra i beni di proprietà delle persone fisiche che ne posseggono una quota superiore al 90%. Il nord fa registrare la concentrazione più elevata raggiungendo circa il 50% del valore totale, mentre l’altra metà si suddivide quasi equamente tra le macroaree del centro e di sud e isole. Con rispettivamente 1.006 e 762 miliardi di euro, Lombardia e Lazio risultano da questo punto di vista, in termini assoluti, le regioni più ricche. Rapportando tuttavia il valore assoluto del patrimonio residenziale con il PIL regionale è possibile proporzionare la ricchezza immobiliare rispetto alla media nazionale: da questo calcolo emergono come principali titolari di valore del patrimonio abitativo la Valle d’Aosta, la Liguria e il Trentino-Alto Adige. Valori inferiori alla media nazionale si registrano invece proprio in Lombardia, in Basilicata (2,8 volte), in Friuli Venezia Giulia e in Emilia-Romagna.

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