Coronavirus e affitti: sconti sul canone e prospettive per il futuro

02.04.2020
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L’emergenza sanitaria sta portando e continuerà ad avere anche in futuro importanti effetti anche sul mercato immobiliare. Per quanto riguarda in particolare le locazioni, è possibile, per gli inquilini che si trovino in difficoltà economica, chiedere una sorta di sconto al locatore: un alleggerimento del canone di affitto riferito a un periodo di tempo limitato che può servire all’affittuario per rimettersi in sesto finanziariamente. Ma quali sono, in generale, le prospettive per il mercato degli affitti in seguito agli importanti mutamenti sociali ed economici generati dalla pandemia del nuovo coronavirus? Approfondiamo di seguito entrambi gli aspetti.

Emergenza Covis: riduzione del canone

L’inquilino può richiedere una temporanea riduzione del canone di affitto proponendo al conduttore la sottoscrizione di un accordo che va debitamente registrato. Tra l’altro in un’apposita circolare l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che l’obbligo di registrazione entro 30 giorni è sospeso fino al mese di giugno a causa dell’emergenza sanitaria. L’accordo inoltre può essere inviato via email, non obbligatoriamente da un indirizzo di posta elettronica, secondo quanto indicato dalla stessa Agenzia. Non sono dovute spese di registro né bollo: l’atto è quindi completamente gratuito. Il locatore, in seguito all’accettazione dell’accordo e alla registrazione dello stesso, pagherà meno tasse in quanto le imposte sulla locazione si pagano in base all’importo percepito: un canone più basso determinerà un livello di tassazione più bassa. Tuttavia il locatore non è costretto ad accettare la riduzione richiesta dall’affittuario: nel caso in cui non lo faccia, quest’ultimo può rivolgersi alle associazioni di inquilini, ad organismi di mediazione o, se si tratta di locali commerciali o con altra destinazione d’uso, alle rispettive associazioni di categoria. L’accordo per ottenere uno sconto temporaneo sul canone può essere stipulato in relazione a qualsiasi tipologia di contratto di locazione, a prescindere dal regime fiscale e dalla durata dello stesso.

Mercato degli affitti e coronavirus

La doverosa premessa da fare è che è difficile prevedere al momento in quale situazione si troverà il Paese una volta superata l’emergenza coronavirus e quindi quali elementi andranno a interessare il settore delle locazioni. In linea generale è tuttavia possibile ipotizzare che questo “pezzo” dell’immobiliare possa essere tra i meno interessati da un’eventuale crisi: nei momenti in cui il futuro è incerto e anche la situazione economica è instabile si tende infatti più ad optare per una soluzione meno vincolante e onerosa, come la locazione, piuttosto che a impegnarsi nell’acquisto di un immobile. Questo ovviamente vale per quanto riguarda l’affitto a fini residenziali. Anche in riferimento agli affitti brevi a fini turistici è possibile fare previsioni non del tutto negative: con la ripresa della possibilità di spostarsi, questo tipo di turismo potrà infatti conoscere una ripresa probabilmente più rapida e semplice di quanto non potrà essere per più grandi e complesse strutture ricettive. E anche un’eventuale necessità di prevedere, anche per il futuro, misure di distanziamento sociale, potrebbe in qualche modo avvantaggiare le case vacanze e similari. Per quanto riguarda invece gli esercizi pubblici e i locali commerciali molto dipende dal settore di riferimento e dai tempi e dai modi per mezzo dei quali sarà disposta la riapertura. Idem per gli affitti agli studenti: fondamentale sarà capire quando e in quali modalità le università riprenderanno le attività in aula.

Per informazioni sulla consulenza e i servizi Relab nel settore della locazione è possibile consultare la sezione dedicata del sito o contattare l’agenzia

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