Normativa in materia di riscaldamento condominiale centralizzato

10.10.2020
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Chi vive in condominio è molto spesso alle prese con questioni legate al riscaldamento che, nella gran parte dei casi, per questo tipo di edifici è centralizzato. Le regole di funzionamento dell’impianto di riscaldamento condominiale sono precise e definite a diversi livelli: c’è la normativa nazionale, ci sono specifiche disposizioni che possono essere previste a livello regionale o comunale e poi c’è il regolamento di condominio che disciplina ancora altri aspetti relativi alla gestione del riscaldamento. Di seguito affrontiamo le questioni principali.

Funzionamento e consumi

Il riscaldamento condominiale centralizzato prevede la presenza di un unico impianto a servizio di tutte le unità abitative. Per differenziare l’utilizzo del riscaldamento a seconda delle necessità di ciascun appartamento ed evitare così gli sprechi, la normativa prevede l’obbligo di installare, in ogni ambiente di ogni casa, sistemi di termoregolazione del calore: delle valvole termostatiche da installare sui caloriferi che permettono di impostare, per ogni stanza, la temperatura desiderata: questa comunque, per legge, non può superare i 20 gradi, con un margine di tolleranza che arriva a 22. Inoltre si è obbligati ad avere anche un sistema di contabilizzazione che permetta di misurare i consumi di energia dei singoli appartamenti per fare in modo che anche le spese energetiche possano essere suddivise in base ai reali consumi di ciascuna abitazione.

Periodo di accensione del riscaldamento

Per quanto riguarda il periodo di accensione del riscaldamento condominiale questo è stabilito per legge ed è differenziato per zone, a seconda delle temperature prevalenti nell’area geografica in questione. Una disposizione di buon senso: prevedere le stesse date, per fare un esempio, per Sicilia e Valle D’Aosta, non sarebbe stato molto sensato. Le date di accensione oscillano comunque in generale tra ottobre e dicembre, quelle di spegnimento tra marzo e aprile e, in casi particolari, possono essere modificate da delibere regionali o comunali. Per quanto riguarda gli orari, la normativa nazionale prevede solo un limite massimo giornaliero di ore di accensione che varia sempre in base alla zona – si va da 6 a 14 ore, con alcune zone particolarmente fredde del Nord Italia che non hanno limiti predefiniti – mentre le fasce orarie di accensione possono essere decise autonomamente da ogni condominio attraverso apposita delibera dell’assemblea e sono indicate nel regolamento condominiale. A occuparsi della programmazione degli orari di accensione e spegnimento e a sorvegliare sul rispetto delle regole in merito all’impianto di riscaldamento centralizzato di un condominio è l’amministratore.

Staccarsi dal sistema centralizzato di riscaldamento

Molti condomini, per liberarsi dai vincoli imposti dalla condivisione, chiedono di poter staccare la propria abitazione dal sistema di riscaldamento centralizzato. Questo è possibile in due modi. Il primo è di ottenere il consenso da parte di tutti gli altri condomini. Se questo consenso non si ottiene è necessario presentare una perizia realizzata da un professionista del settore che attesti che il distacco dell’utenza dall’impianto condominiale:

  • non reca danni agli altri condomini
  • non danneggia il funzionamento dell’impianto centralizzato
  • non incide sull’equilibrio termico del condominio

La perizia deve essere sottoposta all’amministratore di condominio che la presenterà all’assemblea: se si tratta di un documento regolare e conforme il condomino potrà ottenere l’autonomia per quanto riguarda il riscaldamento della propria abitazione.

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